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Raddrizzatore Esterno per Colonscopia (REC/ESC)

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La colonscopia è un'indagine che presenta difficoltà più o meno marcate per l'operatore, con fastidio o anche dolore per il paziente, in un numero non trascurabile di casi. Una colonscopia ideale si attua raggiungendo il cieco in modo tale che l'endoscopio presenti delle curvature soltanto in corrispondenza degli angoli sinistro e destro del colon. Questo però non è immediatamente attuabile poiché, in corrispondenza del sigma e del colon trasverso, è presente un meso di forma e lunghezza variabile; questi segmenti sono pertanto mobili rispetto alle altri parti del grosso intestino che sono fisse.

Da ciò derivano difficoltà più o meno rilevanti nella progressione dell'endoscopio nel colon, per cui il paziente può avvertire fastidio o dolore di varia intensità, tanto da rendere spesso necessaria una sedazione o anche l'anestesia generale. Inoltre, può risultare impossibile completare l'esame in una percentuale di pazienti fino al 10%. Per questi motivi il tempo richiesto per completare l'esplorazione endoscopica di tutto il colon è in genere tra i 10 ed i 30/40 minuti.

Per evitare la formazione di anse nel sigma, dopo il raddrizzamento e talora anche allo scopo di prevenirne la formazione, è utile e largamente impiegata la compressione manuale sull'addome del paziente da parte di un collaboratore.

La compressione manuale può essere utilmente impiegata anche nelle fasi successive dell'esame per favorire la progressione dell'endoscopio. Essa però non è costante ed uniforme e difficilmente può essere applicata contemporaneamente su punti differenti; inoltre, la sua efficacia è limitata sia dalla consistenza e volume della parete addominale che dal graduale affaticamento del collaboratore.

Il Raddrizzatore Esterno per la Colonscopia (REC) è un dispositivo medicale che serve proprio a effettuare la compressione addominale e consiste di un corpo ovoidale, di consistenza dura, con l'asse maggiore di 30 cm e quello minore di 20 cm; in prossimità di uno dei due poli presenta, sull'asse maggiore, una protuberanza simile ad un rostro arrotondato. Il suo peso è di circa 3,5 Kg.

Il REC consente di esercitare una pressione uniforme e costante durante l'indagine endoscopica, con meccanismi diversi, grazie alla sua conformazione ed alle varie posizioni in cui viene impiegato; utilizzando il peso stesso del paziente esso realizza una vera e propria autocompressione.

Questa può essere:
  • aspecifica grazie alle convessità del REC che comprimono il pacchetto intestinale, sostenendo il colon trasverso e spianando le flessure del colon;
  • specifica, esercitata sia dalle convessità del corpo principale dell'ovoide che dal rostro su aree circoscritte e mirate;
  • combinata, grazie al fatto che è possibile comprimere e spostare tratti diversi del colon, mantenendo costantemente una pressione sul sigma rettilineizzato.

Questa nuova tecnica di colonscopia, basata sull'impiego del REC, presenta numerosi vantaggi. Infatti:
  • riduce i tempi di esecuzione dell'indagine (4-6 minuti);
  • riduce notevolmente il fastidio per il paziente, così da non rendere necessaria una eventuale anestesia;
  • consente di standardizzare meglio le manovre endoscopiche e facilita la didattica sia per quanto riguarda l'insegnamento che l'apprendimento della metodica.