Dimagrire mangiando meno

Che sia tutti i giorni o a intermittenza, meno calorie non fanno ingrassare

Immagine cucinaLa restrizione energetica continua (CER) è considerata un approccio dietetico difficile da seguire, se non con grande motivazione, a causa della riduzione della massa magra (FFM) e della sazietà che risulta ridotta. La restrizione energetica intermittente (IER) è una strategia alternativa per la perdita di peso che potrebbe mitigare alcune di queste limitazioni.
 
Un gruppo di ricercatori americani ha confrontato gli effetti di CER e IER sull'appetito quando efficaci nella perdita di ≥5% del peso.
 
Hanno arruolato donne con sovrappeso / obesità assegnandole in modo randomizzato a CER (n=22, restrizione energetica giornaliera del 25%) o IER (n=24 alternando giorni ad libitum e giorni di restrizione energetica del 75%).
Prima e dopo le 12 settimane di intervento i ricercatori hanno valutato la composizione corporea, l'assunzione di energia ad libitum, l'appetito soggettivo in risposta a un pasto a energia fissa e i tratti del comportamento alimentare.
 
Delle partecipanti, 30 hanno raggiunto una perdita ponderale di oltre il 5% (18 con CER, 12 con IER) con riduzione di massa grassa e magra comparabili nei 2 gruppi.
 
La dimensione del pasto auto-selezionata è diminuita in CER ma non in IER. L'AUC dell’appetito è diminuita dopo la perdita di peso (P <0,05), senza differenze di gruppo. Il quoziente di sazietà è rimasto invariato ed era simile in entrambi i gruppi.
 
Entrambi gli interventi hanno migliorato la moderazione dietetica, il controllo del desiderio di cibo, la suscettibilità alla fame e il binge eating (P <0,001).
 
Insomma, perdere il 5% del proprio peso, che sia con una dieta continua o che sia con la dieta intermittente, non fa la differenza  sui cambiamenti nella composizione corporea, la riduzione della fame e il miglioramento dei tratti del comportamento alimentare.
Quindi né CER né IER causano adattamenti compensativi dell'appetito nelle donne con sovrappeso / obesità.
 
 
Autori:  Beaulieu K, Casanova N, Oustric P et Al.
Fonte: J Nutr. 2019 Dec 11. pii: nxz296. doi: 10.1093/jn/nxz296. [Epub ahead of print]
Link della fonte: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/31825067


 
Autore:

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